ACIDO IALURONICO PURO: TUTTO QUELLO CHE ANCORA NON SAI

ACIDO IALURONICO PURO: TUTTO QUELLO CHE ANCORA NON SAI

 

Oggi parliamo dell'acido ialuronico e facciamo un po' di chiarezza sulle varie tipologie, sugli INCI corretti, su quale scegliere e le modalità di applicazione ed uso.

Cos’è l’ acido ialuronico

L’acido ialuronico viene identificato come un glicosaminoglicano:  è un mucopolisaccaride, una sostanza naturalmente prodotta dal nostro organismo con lo scopo di idratare e proteggere i tessuti capace di trattenere grandi quantità di acqua. 

E' responsabile di turgidità, viscosità e compattezza della pelle: costituisce una sorta di impalcatura che permette al tessuto di mantenere il suo tono. Grazie alla sua capacità di legare e trattenere acqua, garantisce il mantenimento dell'idratazione cutanea e inoltre protegge l'organismo dalla permeazione di batteri in quanto agisce come una specie di filtro.

Con l'avanzare dell'età, indicativamente già dai 25 anni di età, la sua concentrazione all'interno del tessuto connettivo tende a diminuire  Se da un lato questo costante e considerevole decremento è tra i principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo con conseguente formazione di rughe, dall'altro l'iniezione di acido ialuronico consente di riattivare le pelli mature stimolando la funzionalità cellulare e donando alla pelle la compattezza e la lucidità perduta. Per tutti questi motivi tale sostanza viene utilizzata con successo in campo dermatologico-estetico ormai da diversi anni. In seguito ai grandi risultati ottenuti l’utilizzo dell’acido ialuronico si è esteso al mondo cosmsetico: creme, sieri, detergenti inneggiano ai miracoli dell’acido ialuronico sulla nostra pelle.

Ma sarà tutto vero? Vediamo!

Acido ialuronico

 

Origine dell'acido ialuronico e derivazione vegetale o animale?

L'acido ialuronico  come già detto è una sostanza normalmente presente nel corpo umano e si trova nella pelle, nell'umor vitreo degli occhi (di cui mantiene l'idratazione); nelle cartilagini, nei tendini e nelle articolazioni; nel cordone ombelicale e nelle pareti dell'aorta.

La scoperta dell’acido ialuronico la si deve a Karl Meyer e a un suo assistente, John Palmer, che nel 1934 lo isolarono dal corpo vitreo dell’occhio di un bovino. Dagli anni '70 e fino a pochi anni fa, questa molecola veniva estratta esclusivamente per fermentazione batterica dalla cresta dei galli o dalle cartilagini dei suini. Oggi per fortuna, grazie alle moderne tecnologie sempre più avanzate in campo cosmetico,  l'acido ialuronico di origine animale non è quasi più utilizzato ed è stato sostituito da quello naturale sintetizzato in laboratorio con tecniche differenti a seconda della destinazione d'uso. 

L’acido ialuronico può quindi essere sia di origine animale che di origine vegetale.

Negli ultimi anni si sono sviluppate tecniche di produzione biotecologiche moderne che consentono la sintesi di diversi tipi di acido ialuronico di origine vegetale :

  • Fermentazione enzimatica : da preferire assolutamente , permette di ottenere l’acido ialuronico della miglior qualità ovvero caratterizzato da omogeneità del taglio molecolare ed alto grado di purezza, stabilità e sicurezza.
  • Biofermentazione batterica: l’acido ialuronico viene ottenuto per biofermentazione da particolari batteri che, posizionati su un substrato vegetale, lo producono spontaneamente. Questo perchè l’acido ialuronico è il principale componente della loro capsula quindi lo sintetizzano e lo rilasciano durante il processo di crescita.

I differenti pesi molecolari dell’ acido ialuronico

L’acido ialuronico lineare può essere classificato in tre diverse tipologie, in funzione del suo peso molecolare ovvero della sua dimensione espressa in kilo Dalton (kDa):

Acido ialuronico

 

  • alto peso molecolare (dimensioni tra i 1800 e 3000 kDa): ha sulla pelle un'effetto barriera e filmogeno protettivo. Ha una struttura molecolare molto grossa e quindi le macromolecole non riescono ad oltrepassare lo strato corneo. Rimane in superficie esplicando un’azione idratante che impedisce all’acqua naturalmente presente sulla pelle di evaporare. Il risultato è un visibile effetto tensore e una pelle protetta e ben idratata.
  • medio peso molecolare (dimensioni tra i 1000 e i 1800 kDa), viene assorbito più facilmente ma non riesce a raggiungere gli strati più profondi, permette però il passaggio dell’acqua e quindi mantiene  ottimale il livello di idratazione.
  • basso e bassissimo peso molecolare (dimensioni tra i 10 e i 1000 kDa basso peso molecolare e tra 3 e 8 kDa bassissimo peso molecolare), sono le tipologie più preziose per la nostra pelle e anche le più costose, perché  le dimensioni ridotte delle molecole di acido ialuronico gli consentono di raggiungere gli strati più profondi e rimpolpare e nutrire il reticolo naturale già presente.

Come si evince da quanto sopra spiegato, diversi pesi molecolari hanno funzioni diverse ma nessuna è imprescindibile dalle altre; questo è il motivo per cui la migliore e più efficace soluzione è quella di scegliere un acido ialuronico che contenga tutti e tre i pesi molecolari così da  sfruttare al meglio tutte le proprietà rimpolpanti, riempitive e idratanti (In uscita una sorpresa).

 

Come riconoscere dall'INCI il peso dell'acido ialuronico e la qualità?

Purtroppo questa informazione non sempre è riconoscibile dall'INCI e molti venditori ne approfittano. Cerco di spiegarvi meglio: il nome tecnico sodium hyaluronate potrebbe includere anche tutti e tre i pesi molecolari oppure uno solo ed essere venduto a tre pesi molecolari, non c’è modo di saperlo e l'unica soluzione, in questo caso, è affidarsi ad un venditore serio e di fiducia.

L'acido ialuronico tal quale non è mai utilizzato nei cosmetici sia per una questione di solubilità sia per le dimensioni delle sue macromolecole che non riuscirebbero a penetrare nello strato corneo: per questo viene effettuata una lavorazione che prende il nome di salificazione affinchè diventi solubile oppure depolimerizzato.

Ci sono però delle distinzioni importantissime sulle tipologie di acido ialuronico che invece sono riconoscibili già in inci e fanno davvero la differenza tra un prodotto comune ed uno di alta qualità.

I preziosi acidi ialuronici, frutto delle ultime ricerche, con un alto grado di stabilità e penetrazione, sono il cross-linkato e l'idrolizzato. 

Vediamo le diverse forme e come li troviamo nell'INCI: 

  • acido ialuronico in forma salificata o sodio ialuronato (INCI: SODIUM HYALURONATE) a vari pesi molecolari.
  • acido ialuronico in forma idrolizzata (INCI: HYDROLYZED HYALURONIC ACID) a basso e bassissimo peso molecolare.
  • acido ialuronico cross-linkato o reticolato (INCI: SODIUM HYALURONATE CROSSPOLYMER).

Abbiamo poi l’acido ialuronico liposomiale ovvero inserito all’interno di sfere di fosfolipidi che, grazie alla loro affinità con la pelle, lo rendono maggiormente biodisponibile; in INCI lo troviamo sempre come SODIUM HYALURONATE ma abbinato con lecitina (LECITHIN), lecitina idrolizzata (HYDROLYZED LECITHIN) o fosfolipide non necessariamente vicini all’interno della sequenza di ingredienti.

 

Sodio ialuronato : cos’è e cosa fa

Il sodio ialuronato è il sale sodico dell’acido ialuronico che si ottiene dalla reazione chimica tra acido ialuronico e idrossido di sodio.

Si tratta di un ingrediente cosmetico molto più economico rispetto all’acido ialuronico e viene impiegato nei cosmetici per il suo effetto filmogeno: forma sulla superficie della pelle una pellicola che impedisce la perdita dell’acqua trans dermica.

Ha proprietà umettanti (assorbe e conserva l’umidità), idratanti (aumenta il contenuto d’acqua della pelle e la mantiene morbida e liscia), anti aging (stimola la riparazione della pelle) e cicatrizzanti.

E’ disponibile in vari pesi molecolari, dal costo tanto più alto quanto più è basso il peso molecolare.

Più il peso molecolare è basso, più aumentano le probabilità che le molecole passino attraverso lo strato corneo ma le proprietà idratanti calano, ecco perché il sodio ialuronato a basso peso molecolare va solitamente usato in sinergia assieme a quello ad alto peso molecolare.

 

Acido ialuronico idrolizzato : cos’è e cosa fa

L’acido ialuronico idrolizzato è ottenuto attraverso l’idrolisi dell’acido ialuronico utilizzando sempre biotecnologie di derivazione vegetale.

Essendo a basso peso molecolare non ha bisogno di essere salificato, poiché ha un’alta solubilità e riesce a penetrare lo strato corneo stimolando la sintesi del collagene ed elastina.

Si tratta una molecola molto piccola che riesce addirittura ad arrivare alla giunzione dermo-epidermica stimolando e aiutando la pelle stessa nella sintesi di acido ialuronico auto prodotto dal nostro organismo.

E' una tipologia più costosa e preziosa rispetto al sodio ialuronato e oltretutto è garanzia di alta qualità e purezza.

 

Acido ialuronico cross-linkato o reticolato : cos’è e cosa fa

L’acido ialuronico reticolato (Sodium Hyaluronate Crosspolymer) è una molecola di sodium hyaluronate modificata per farle assumere una struttura reticolare 3D che lo distingue dagli altri acidi ialuronici con struttura lineare e che blocca l’umidità all’interno della pelle più a lungo e più in profondità rispetto alla normale molecola. E' formato da un reticolo che consente di creare una struttura a maglie in grado di proteggere l'acido ialuronico dall'attacco degli enzimi rendendolo più attivo e resistente  e meno soggetto alla degradazione. 

Chimicamente è costituito da più gruppi molecolari (polimeri) che sono tenuti saldamente insieme. Quando il polimero entra nel derma, gli enzimi della pelle rompono il legame tra la struttura molecolare; questo consente al polimero di muoversi liberamente e alla pelle di venire continuamente riempita con acido ialuronico per un lungo periodo di tempo. Il polimero è quindi una sorta di “spugna umida” (richiama acqua negli strati in cui è applicato) che mantiene l’idratazione a lungo ed ha un’azione rimpolpante.

Inizialmente sviluppato per i filler dermici (con l’obiettivo di garantire una maggior durata del loro effetto) è ora utilizzato anche nei prodotti ad uso topico.

lo troviamo insieme all'idrolizzato NEL NOSTRO PRODOTTO IN USCITA

 

Acido ialuronico liposomiale : cos’è e cosa fa

I liposomi sono strutture vescicolari sferiche, costituite da un doppio strato di fosfolipidi. Perfetti esempi di liposomi sono le membrane fosfolipidiche delle cellule animali e vegetali.

La tecnica cosmetica più evoluta sta tentando di riprodurre i liposomi epidermici per sfruttarne la capacità di veicolare acqua e sostanze funzionali attraverso i diversi strati cutanei. Il vantaggio di questa soluzione, oltre al grado di penetrazione, è il fatto che gli attivi contenuti nei liposomi risultano protetti dall’azione degradativa di ossigeno, enzimi e ambienti sfavorevoli.

Siero contorno occhi alla bava di lumaca

Un esempio della tecnica liposomiale è nel nostro contorno occhi alla bava di lumaca con i liposomi di escina, i quali, meglio veicolati penetrano in profondità esplicando un'azione intensa sgonfiante e drenante sulle borse.

 

La concentrazione di acido ialuronico nei cosmetici e le bufale degli slogan 

Parlando di concentrazione di acido ialuronico dei cosmetici, diffidate da quei venditori che indicano percentuali come 20, 50 o addirittura 80% di acido ialuronico: si tratta di vere e proprie bufale e vi spiego il perché:  il sodio ialuronato al 20% non riesce neanche disperdersi per formare un gel, ad una concentrazione del 10% ha la consistenza di un budino solido, solo la soluzione all’1% di sodio ialuronato ha le sembianze di un gel ma risulta ancora densa e viscosa quindi va spesso miscelato con il bassissimo peso molecolare che invece non gelifica. Capite da soli che le percentuali sopra citate sono una bufala ai danni del consumatore poco informato.

 

In realtà, l'acido ialuronico viene utilizzato nei cosmetici in una percentuale compresa tra lo 0,1 e l’1% .

Vi consigliamo di scegliere un prodotto con una concentrazione dell'1% e a tre pesi molecolari che, statisticamente, è la percentuale e la tipologia che lavora meglio. Il nostro PURO3 contiene appunto l'1% .

 

Da che età e come usare l’acido ialuronico?

L’acido ialuronico può essere utilizzato anche su pelli relativamente giovani a partire dai 25 anni. Apporta idratazione e non è fotosensibilizzante. Su pelli più mature molto utili quelli a più pesi molecolari con acido ialuronico idrolizzato e reticolato.

Ha effetto rimpolpante, lenitivo, idratante e tensore e va applicato con massaggio dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno mattina e sera sotto la crema specifica.

Grazie al fatto che non è fotosensibilizzante può essere utilizzato tutto l’anno, estate compresa.

  

I filler viso all'acido ialuronico 

Le infiltrazioni di acido ialuronico sono uno dei trattamenti più efficaci: entrando direttamente nel derma cutaneo, l'acido ialuronico raggiunge una maggior profondità stimolando l’attività dei fibroblasti e la conseguente sintesi di collagene ed elastina e ripristinando la giusta idratazione cutanea dei tessuti con azione rimpolpante. 

Il preparato viene iniettato dal medico con un piccolissimo ago appena al di sotto delle rughe da trattare. L'effetto riempitivo è variabile e dipende dal tipo di pelle, dalla qualità e quantità di acido ialuronico utilizzato. L'effetto che si ottiene è un viso più fresco, 'ringiovanito', con rughe meno visibili. 

Acido ialuronico

 

E’molto utile assumere ad uso interno un integratore a base di acido ialuronico, ma non solo: fare lavorare questo ingrediente insieme ad altri antiossidanti e antiage va ad amplificarne i risultati.

Per questo argomento vi invitiamo a leggere il nostro articolo sugli integratori per la pelle.  E potete anche visonare il nostro prodotto :

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Elisa Santangelo

Elisa Santangelo Founder linea cosmetica Bnatur
Erborista, fitoterapeuta, floriterapeuta,
esperta in dermocosmesi e massaggio viso

 

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